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Mediterraneo: sicurezza, immigrazione.

Africa - Nord Africa

Mediterraneo: sicurezza, immigrazione.

 

di Melania Busacchi

I cambiamenti che negli ultimi anni hanno attraversato il Mediterraneo hanno mostrato le difficoltà dell'Unione europea nel gestire le criticità causate dalle emergenze politiche e dalle crisi umanitarie dell’area.

Le crisi in teatri lontani, le grandi sfide che il contesto storico e geopolitico attuale ci pone davanti e la crescente instabilità sociale ed economica, cause di flussi migratori sempre più consistenti, richiedono una maggiore consapevolezza e attenzione all'incontro con l'altro ma anche una maggiore attenzione in tema di sicurezza e gestione del fenomeno migratorio.

Secondo i dati forniti dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) il numero di profughi, richiedenti asilo e sfollati, ha superato il numero di 50 milioni di persone, 6 milioni in più rispetto ai 45, 2 milioni del 2012. Questo notevole incremento, si legge nello studio, è principalmente dovuto alla crisi siriana, che alla fine del 2013 aveva già costretto 2,5 milioni di persone a diventare rifugiati e altri 6,5 milioni sfollati interni. Tutto ciò ha intensificato i flussi migratori della regione euromediterranea, - già meta di profughi e immigrati provenienti principalmente dalla Somalia, Eritrea, Sudan, Ethiopia, Tunisia, Egitto - sia fra gli stessi paesi del Mediterraneo meridionale e orientale, sia verso gli Stati dell'Unione europea.

Nel passato sono stati mesi in atto diversi strumenti per far fronte a tali problematiche, primo fra tutti la cosidetta Dichiarazione di Barcellona, adottata nel Novembre del 1995 e attraverso la quale venne istituito il Partenariato Euromediterraneo tra l’Unione europea e dodici paesi del Sud del Mediterraneo (Albania, Algeria, Bosnia-Erzegovina, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Mauritania, Montenegro, Principato di Monaco, Marocco, Palestina, Siria [la cui appartenenza è sospesa a causa della guerra civile], Tunisia e Turchia), con la quale si stabilì la creazione di partenariato politico e di sicurezza, il cui obiettivo  principale fu la creazione di “uno spazio comune di pace e di stabilità del Mediterraneo” da raggiungere attraverso il dialogo politico multilaterale. Nella stessa si stabilì, inoltre, l'impegno di tutte le parti a rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali; rispettare i principi dello Stato di diritto e della democrazia, riconoscendo il diritto di ciascun partecipante di scegliere e sviluppare liberamente il suo sistema politico, socioculturale, economico e giudiziario; rispettare la sovranità degli Stati, l'uguaglianza di diritti dei popoli e il loro diritto all'autodeterminazione; rispettare l'integrità territoriale, il principio di non intervento negli affari interni e la composizione pacifica delle controversie; combattere il terrorismo, la criminalità organizzata e il traffico di droga; ed infine, promuovere la sicurezza regionale, eliminare le armi di distruzione di massa, aderire ai regimi di non proliferazione nucleare sia internazionali che regionali, nonché agli accordi sul disarmo e sul controllo degli armamenti.

Un altro esempio è stato la creazione, nel luglio del 2008 a Parigi, dell'Unione per il Mediterraneo, un'organizzazione internazionale che riunisce i 28 stati membri dell'Unione europea e le nazioni partner che si affacciano sul mar Mediterraneo, i cui obiettivi principali sono la cooperazione politica; il principio di corresponsabilità nelle relazioni multilaterali e la realizzazione di progetti regionali e subregionali più concreti e più visibili per i cittadini della regione, al fine di riavvicinare politicamente le due sponde.

Al fine di contrastare la criminalità organizzata, che sempre più spesso gestisce i movimenti migratori, e rafforzare la sicurezza nelle frontiere, sono stati istituiti e sostenuti il sistema europeo di sorveglianza delle frontiere (Eurosur) e l'Agenzia Frontex, un'istituzione preposta al coordinamento del pattugliamento delle frontiere esterne aeree, marittime e terrestri degli Stati dell' Unione europea.

Entro novembre partirà la missione Frontex Plus il cui obiettivo è quello di rafforzare lo sforzo europeo nel bacino del Mediterraneo in tema di sicurezza, emergenza e immigrazione attraverso azioni di pattugliamento, soccorso e aiuto umanitario nelle frontiere meridionali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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